sabato 10 aprile 2010

Architetture



Quando vedo le opere e leggo le interviste e dei cosiddetti archistars, RenzoPiano,Fuksas, Calatrava, Zaha Hadid, Frank Gehry, Eisenman, Koolhaas, Himmelblau, Libeskind, Herzog ecc.ecc., inizialmente trovo suggestiva la loro visione di un'architettura che emoziona, che sembra vincere le forze di gravità, come una nuvola nello spazio, "come una balena che nonostante le sue 30 tonnellate s'erge in aria per ricadere nel mare", e penso che l'istinto di costruire opere grandiose l'uomo l'ha sempre avuta, dalle Piramidi, alla Torre di Babele,alle grandi cupole, fino all'Empire e alle Torri Gemelle ( che poi però ha distrutto...)
Però c'è una bella differenza tra una cupola del Brunelleschi e un grattacielo a forma di budino arrotolato o foglia secca arricciata, o mi sbaglio?
Non dirò niente di originale, ma mi chiedo se questi grandi architetti, invece di costruire queste cattedrali nel deserto per soddisfare la propria vanità e le richieste di sceicchi e magnati, non potrebbero costruire più case normali per tutti, in modo da eliminare pian piano tante favelas e bidonville in giro per il mondo...
Però immagino che sarò subito tacciato di demagogia e populismo e di avere paragonato un'opera d'arte, diciamo un quadro autentico, alle migliaia di stampe che se ne possono fare. Ma non tutti possono comprarsi un Van Gogh, un Cezanne o un Dalì...

venerdì 9 aprile 2010

Visite


Tre dame intorno al cuor mi son venute e seggonsi di fore..... (Dante)
Beh, ma non fate complimenti, accomodatevi pure, qui dentro c'è tanto spazio.....

mercoledì 7 aprile 2010

Ingaggi


Ho visto in TV quel filmato allucinante in cui da un elicottero Apache viene sterminato un gruppo di civili a Bagdad, tra cui due reporters, rei di avere tra le mani dei teleobbiettivi scambiati per lanciarazzi.
Di civili innocenti, massacrati frettolosamente in nome delle famose "regole di ingaggio", se ne sono visti tanti in questi lunghi anni di battaglie e di schermaglie, ma alle atrocità delle guerre, da qualunque parte dei contendenti le si guardino e in qualunque parte si consumino, non si farà mai l'abitudine.
In una immagine in 3D che avevo realizzato tempo fa, e che riproduco qui sopra, mi auguravo che le armi venissero tutte smantellate e in particolare i carri armati adibiti a robuste roulotte per un inoffensivo e sano utilizzo dei campeggiatori.
Anche quella è stata un'utopia, ma chissà se arriverà mai un'epoca in cui gli uomini finiranno di scannarsi e i popoli di sopraffarsi...
C'è da augurarsi che l'accordo che verrà firmato domani tra Russia e Stati Uniti per la riduzione degli armamenti nucleari sia la prima pietra di questa inversione di tendenza.

martedì 6 aprile 2010

Chimere


Riprendo queste note dopo uno stop pasquale non dovuto, purtroppo a vacanze esotiche, ma a semplice esaurimento della vena creativa, come un minatore che in fondo al suo cunicolo trova ormai solo roccia dura e deve cominciare a scavare da un'altra parte.
Devo dire che mi sono anche parecchio distratto, in questi giorni, ad ammirare fuochi fatui che mi passavano davanti, ad inseguire invano aquiloni e farfalle di tutte le forme e di tutti i colori, a guardare ombrelli di stelle filanti d'artificio brillare in cielo e poi spegnersi, ad aspettare che raggi di sole filtrassero tra nubi multiformi, a raccogliere gomitoli d'erba sgocciolati da una rugiada ormai evaporata.
Dopo questa fase irrequieta e velleitariamente estatica, me ne torno ad una più tranquilla e coerente vita contemplativa..

giovedì 1 aprile 2010

Vibrazioni


Leggo che la Tecnica delle Vibrazioni Vediche della Ayurvedic University è basata sul fatto che ".. ad ogni suono corrisponde una precisa aerea del sistema nervoso e della sua regolare funzionalità. Quando in uno stato di completa rilassatezza si ascolta sussurrare una corretta combinazione di suoni si risveglia l'intelligenza interna del corpo e si ristabilisce il corretto equilibrio negli organi che ne hanno bisogno..."
Beh, mi sembra che non c'era bisogno di creare un'Università per fare questa sensazionale scoperta, più o meno pari a quella dell'acqua calda...
In parole povere il succitato assioma vuol rivelarci che ascoltare musica ha un effetto rilassante del corpo ed insieme stimolante dello spirito.
Quando ascolto una sinfonia di Brahms, una sonata di Chopin, o gli Enigma, gli Enya o semplicemente Sinatra, ottengo esattamente lo stesso effetto, senza bisogno di iscrivermi all'Università Ayurvedica...

domenica 28 marzo 2010

Reperibilità


Quando lavoravo, specie durante le lunghe stressanti ore passate in auto, mi sono spesso augurato che il telelavoro diventasse una realtà ufficialmente autorizzata, in modo da starmene comodamente a casa, ma collegato via internet con l'azienda. Avevo anche avanzato una mezza proposta del genere, ma i tempi erano ancora prematuri per una simile innovazione.
Oggi questa possibilità è reale, anche se applicata ancora poco in forma piena e codificata. C'è sempre meno, cioè, la necessità di raggiungere il lavoro fisicamente, mentre è sempre più facile che il lavoro raggiunga noi.
Non so però se oggi rifarei la stessa proposta all'azienda. Aldilà degli apparenti vantaggi, con questo sistema in pratica non si stacca mai.
Lo vedo ad esempio quando mio figlio, che ora lavora in California, viene a trovarci. In teoria sarebbe in vacanza, ma in pratica è costantemente collegato con i suoi colleghi americani, che lo cercano anche di notte, vista la differenza di fusi orari. E il laptop, oltre il cellulare, diventa quasi una dipendenza, te lo porti anche in bagno, come gli apparecchi per ossigenoterapia che si portano a tracolla per le insufficienze respiratorie.
Insomma ci guadagna solo l'azienda, che non riesci a scrollarti di dosso neppure in vacanza.
Piuttosto che cadere nella "rete" telematica, meglio farsi un'ora di macchina, più le otto, o quante vuoi, di lavoro, ma poi dare un "arresta il sistema" alla vita lavorativa ed entrare con la password in quella personale.

sabato 27 marzo 2010

Zapping


La mia memoria è inversamente proporzionale al numero dei canali e dei telecomandi che mi trovo davanti quando devo contemporaneamente guardare un programma, registrarne un altro, regolare l'audio dell'amplificatore, accendere il decoder, passare sul digitale, cambiare canale sull'una o l'altra di tutte queste tastierine piene di bottoncini la cui funzione mi si confonde ogni volta nella testa.
In quei momenti occorrerebbe riprendere al volo i rispettivi ponderosi manuali, letti, riletti e sistematicamente dimenticati, ma non c'è tempo, allora freneticamente pigio tasti a caso finché tutto s'incasina e registro un programma per un altro, mi parte l'audio di un canale mentre ne guardo un altro, si sente in sottofondo una radio dell'amplificatore, il digitale s'impalla e si spegne anche il televisore.
Allora accendo la luce e apro un libro, sperando di non aver perso il segno, altrimenti chi si ricorda dov'ero arrivato....

venerdì 26 marzo 2010

Ritorno al futuro


E' vero che non bisogna vivere di ricordi, ma non bisogna neanche buttarli: tenerli ci aiuta a vivere, sono un po' il rifugio della mente quando intorno non abbiamo niente o nessuno che ci fa vivere il presente con più forza. Allora i ricordi ci servono per rivivere una sensazione o un'emozione forte che ci ha segnato l'anima.
Vecchioni cantava " Ridammi indietro la mia seicento e la ragazza che tu sai.."
Io vorrei indietro la mia Lambretta, la ragazza del primo piano, i pattini a rotelle, il gelato sui bastioni, il tram n° 8, only you dei Platters, gli spaghetti a mezzanotte, i panini in macchina, il 4 a 3 dei mondiali, l'armonica a bocca, i cori di montagna, gli sci di legno, la compagna del primo banco, il negroni in discoteca, strangers in the night, due labbra ed un prato, i tuffi dalla boa, la tenda canadese, l'ultima fila in pulman, le montagne russe, le frittelle della mamma, le stelle cadenti, le lettere spedite, quella giornata nel Surrey......
Lo so, è impossibile, ma a richiamarli spesso, i ricordi di ieri possono essere le speranze di domani..

giovedì 25 marzo 2010

Amplessi canini


Raccogliendo il tacito appello del mio cane Nibel, che sembrava lamentarsi per la mia incapacità di trovargli una buona volta una graziosa e condiscendente compagna di giochi erotici, sono riuscito finalmente a procurargli un incontro con una bella biondina labrador, con la quale sperimentare vicendevolmente i piaceri del sesso.
Bene, sono due giorni che si da da fare ma non ha ancora combinato niente, non so se per imperizia sua o della partner. Mi da l'impressione che non abbia bene chiaro da che parte bisogna approcciarsi ad una femmina, nè che lei abbia un minimo di esperienza per agevolare e assecondare la manovra.
Come proprietario e paraninfo del maschio dominante, mi sono sentito un po' imbarazzato ed indispettito per questa defaillance, e ho insistito con l'altro deluso proprietario perchè ci conceda un'altra chance, cosa che avverrà domani, ultimo giorno utile del calore femmineo. Speriamo bene, altrimenti, dopo un'altra figura di cacca, al povero Nibel verrà un complesso d'impotenza canina....

mercoledì 24 marzo 2010

Icaro e il sole


Ho indossato le mie vecchie ali di cera per volare in alto e con giri sempre più stretti mi sono avvicinato al sole. Ma quando ho capito che invece di scaldarmi mi sarei scottato, colando un pianto di cera mi sono allontanato verso altre galassie, verso soli ora lontani, forse solo tiepidi o magari più roventi. Lo saprò quando forse sarà troppo tardi per tornare indietro con le mie ali, e mi sarò bruciato lontano dal nostro sole e dalla sua orbita che ho voluto abbandonare.

lunedì 22 marzo 2010

Male nostrum


Una storia nata male,
vissuta sempre male:
ti ho amata molto male,
trattata proprio male,
come un animale,
pensarci mi fa male.
E tu ci resti male,
e mi rispondi male,
e ci lasciamo male.
Farti male
mi fa male,
farmi male
ti fa male,
ma il male
è il nostro sale.

domenica 21 marzo 2010

Ricordi di volo

Ascolto l'aereo che sta vincendo il suo braccio di ferro con la gravità: nello sforzo digrigna i giunti, fuma dalle nari e trema come Mercalli sui pioli più alti della sua scala. Sembra d'essere in cinquanta Achei nel ventre d'un cavallo imbizzarrito.
Poi d'un tratto qualche meteora pietosa si fa calamita e il ferro s'invola.
Così mi scrollo di dosso la terra con tutti i suoi pensieri e i suoi problemi, novello Icaro veleggiante verso il sole.
Il mio nome è Atlante: ho scaricato il mondo dalle spalle e rubato le alucce a Mercurio. Per due quarti di luna avrò lucciole negli occhi, accordi nelle orecchie, lava e lapilli nel cuore.

venerdì 19 marzo 2010

Normali e non

Ho letto un articolo che mi ha fatto riflettere e per un po' mi ha tarpato le ali. Parlava degli " ..atteggiamenti giovanilisti dei settantenni che si vestono da trentenni cercando di competere su terreni dove non possono che essere perdenti.Quel che serve agli anziani è lavorare sull'autostima. La nostra società traccia una sorta di linea della normalità. Peccato che i "normali" siano solo gli adulti attivi. Gli altri sono anormali."
Se da un lato mi sento recidivo per il primo punto, dall'altro non mi sento affatto "anormale" perché non più attivo, in quanto ho visto molti più "normali" inattivi durante la mia attività di quanti miei coetanei "anormali" vedo ora attivi ora che siamo classificati inattivi...

giovedì 18 marzo 2010

Prosaico o poetico?


Come commento al mio ultimo racconto, mi sono arrivate queste parole dal mio tutor:
"..più mi inoltro nel bosco delle sue sfaccettature più mi chiedo perché lei cerchi modi laboriosi per dire semplicemente quello che sa dire benissimo, usando la poesia nelle forme che le sono più congeniali.."
In parole povere è un velato invito a lasciar perdere la prosa e dedicarmi più efficacemente alla poesia... Ci sono rimasto un po' male, ma poi mi sono consolato pensando che anche il Petrarca considerava la poesia un'espressione più elevata e nobilitante della prosa, quando diceva:

" difatti è ognora più gentile l'alma
del poeta, che il verso induce al canto
e al cogitar di nobili pensieri,
d'un arido scrivano, non uso al
lirico stilar di dolci accenti,
ma dall'esempio tristo dell'umane
vicende tratto a vili sentimenti
e al vano tormentar d'aspre rampogne.
Inoltre è amante l'agile mia mente
di lesti involi e di novelli effetti,
rifugge il trito e monocorde scritto
e il novo e il vario segue e il multiforme."


( E' una bufala: in realtà non è roba del Petrarca, ma l'ho scritto io anni fa, quando, dopo essermi letto tutto l'Orlando Furioso e la Gerusalemme Liberata, per un po' di tempo sono andato avanti a declamare in endecasillabi sciolti, tipo quel comico che ora verseggia a Zelig (ma lui almeno fa ridere...))

martedì 16 marzo 2010

Acquario


Una volta avevo un bell'acquario marino, pieno di pesci tropicali, ma era più la fatica e la spesa a tenerlo che la soddifazione a guardarlo. I pesci li ho sempre preferiti nel loro ambiente e decisi di disfarmene. Chiamai l'amico negoziante che me li aveva venduti e gli proposi di ritirare l'acquario con tutto quello che c'era dentro.
Eravamo stati assieme nel Mar Rosso e restò deluso: "Ma come, ti avevo riprodotto un piccolo mare tropicale in casa e ti sei già stancato? Hai già perso la tua passione per il mare e i coralli, per i colori di tutte questi bei pesciolini ?- E così dicendo mi indicava le sue vasche attorno con tutte quelle creature fluttuanti.- Guarda che un bell'acquario è una gioia per gli occhi e rasserena anche la mente, se sei nervoso quando torni a casa guardi qui dentro e ti passa tutto. Mi ricordo che quando sono venuto da te l'ultima volta mi hai detto che l'acquario ti aveva ispirato una lettera che mi hai fatto leggere. Allora com'è, ti sei inaridito? Non bisogna abbandonare le passioni, quelle ci tengono in vita !"
Insomma mi convinse e per tanto tempo ancora ho tenuto l'acquario (poi l'ho regalato a mia nipote). Però giorni fa, rovistando tra i miei ricordi, è saltato fuori anche quel breve componimento:

"Attraverso questo vetro, vedo i tuoi occhi appena sbocciati che mi arrivano all'anima, le tue labbra labrinide che sembrano parlarmi, i tuoi capelli d'alga che aggomitolano il mio cuore. Non uscire dal tuo acquario, dove le attinie appassiscono, le parole mute sviliscono, le alghe appiattiscono. Se non vuoi morire mai, resta ancora a guardarmi nel tuo mondo di cristallo, che un giorno frantumerò per trovarti o per perderti."

Ma, a distanza, adesso non ricordo bene, si trattava di una donna o di un pesce?

lunedì 15 marzo 2010

PI-GRECO DAY



Sono stato premiato! Beh, ma allora a giocare con le parole sono proprio bravino...!
In un post precedente(il 27 Gennaio), avevo detto che mia moglie, nel tentativo di cercare un punto d'incontro tra il suo mondo di numeri e il mio di parole, mi aveva invitato a partecipare, fuori concorso, alla giornata del Pi-greco, riservata agli studenti delle scuole superiori. Si trattava di mettere insieme una frase con parole che rispettassero la sequenza delle cifre del Pi-greco( 3,1,4,1,5 ecc.ecc.)inserendo anche una o più parole obbligate.
Sul momento avevo manifestato la mia difficoltà, chiedendo anche aiuto a chi volesse cimentarsi nell'esercizio, poi però mi ero messo di buzzo buono e ho composto tre frasi abbastanza lunghe, che ho mandato al concorso.
Sorpresa! Oggi quelle frasi sono state lette nell'aula magna del Politecnico, piena degli studenti delle scuole di Milano, da mia moglie (perchè io ho la febbre..) e le è stato consegnato l'attestato qui nella foto, oltre un bel volume e due magliette del Politecnico.
Consentitemi di pavoneggiarmi un po', ma anche di esortare i vecchietti come me a non deporre troppo presto le armi, perché se si continua ad esercitare il cervello ci sono meno rischi che si atrofizzi....
Peccato che non c'ero per il rinfresco, e i pasticcini a forma di pi-greco se li è mangiati mia moglie (ma me ne ha portati due..)
Riporto qui di seguito i miei tre componimenti (le parole in grassetto erano obbligate). Provate, sembra facile, ma mica tanto...

Era a pane e acqua ricoperto di catene
nella sua cella orribile guardando fragili
ragnatele tra le due finestre come
sbarre di ferrea rete, con gli indomiti
pensieri che ai seguaci preferiti dettò caldamente
il filosofo Pitagora , atti a divulgare scienza e verità , superando con efficacia avversità del destino cieco , e congegnare
opere accurate di tecnologia applicata, moderno nodo destinato alla rete .

Sei l’uomo e forse consideri te stesso perla dal tondo perfetto : solamente occorre
ricordare che la tua superbia oggi supera il limite: dico che voi spavaldi per la scienza ufficiale siete tracotanti in transito soltanto, come i primitivi villani e grezzi, destinati per ignoranza smisurata all’ inferno tetro e condannati
dagli studiosi di discipline veramente austere alla umiliante dura pena della ignominia : tu sei variopinto buffone, ridicolo e comico, uomo oggigiorno odiato da numerose scuole di psicologia.

Uso i nomi e della geometria le regole fisse, poi anche Pitagora considero maestro superiore per le sue stupende tesi lodate da scuole dove era più ammirato, per la

scienza adoperata nello scandaglio di fenomeni naturali; però è Archimede,geniale,a creare strumenti con soluzioni ingegnose che saranno utili a scienziati
nelle ricerche di invenzioni, spiegando formule agli ignoranti , come base
della grandezza di ere successive, eredità saldante l’intera rete matematica.

domenica 14 marzo 2010

Idi di Marzo

Oggi ho visto i primi segni concreti dell'arrivo della primavera, tanti germogli che mi hanno ricordato dei versi scritti tempo fa all'inizio di un'altra primavera:

Stagione che ritorni
a rovesciare il sasso
del mio nido di formiche,
falce di sbadigli
e reattivo d'emozioni,
quando cedono le maglie
del reticolo invernale
e nascono ciglia sottili
sui tentacoli dei sensi,
tiepidi pugnali di sole
sul bozzolo innevato
del mio letargo,
negli occhi i fari accesi
di una nuova corsa
contromano.

venerdì 12 marzo 2010

Appunti al volo in volo - Eliche

Quando girano le eliche, il cielo non soffre il caldo
Quando girano le eliche, col frullio gli angeli fanno i frullati
Quando girano le eliche, il cielo si riempie di turaccioli
Quando girano le eliche, le pale giocano a nascondino
Quando girano le eliche, si fa il burro nelle nuvole
Quando girano le eliche, suonano le trombe d'aria
Quando girano le eliche, i palloncini vanno in motoscafo
Quando girano le eliche, le girandole si fermano a guardare
Quando girano le eliche, gli alianti si tappano le orecchie
Quando girano le eliche, girano pure le scatole.

Appunti al volo in volo - Nuvole

Le nuvole sono bambagia nelle orecchie del cielo per non sentire i tuoni
Le nuvole sono crema da barba per radere a zero i raggi del sole
Le nuvole sono le chiome canute della vecchia terra
Le nuvole sono la bava dei bachi buoni saliti in paradiso
Le nuvole sono le piume degli angeli spennati dai reattori
Le nuvole sono la lava congelata dei crateri della luna
Le nuvole sono i campi di cotone dei piloti negri morti in guerra
Le nuvole sono la neve spalata ai bordi delle rotte artiche degli aerei
Le nuvole sono la schiuma dei cavalloni che tirano il carro del sole
Le nuvole sono tutte di lana vergine

giovedì 11 marzo 2010

Miraggio

Un rivolo d'acqua che copre un piccolo sasso biancastro con un velo d'argento: per un attimo ho visto brillare una perla della tua collana, e ho sognato la luce vicina d'una perla gemella, e appresso la traccia di un'altra, e ancora, più oltre, di tutte le altre lungo il cammino, dietro il miraggio notturno d'un sogno lontano, fino all'ultima perla ancora racchiusa tra le tue mani.
Ma non c'erano perle sull'erba: solo un corteo di piccole bolle navigava fresco sul rivolo d'acqua, sfiorando le foglie allacciate, schiumando vivace tra la terra smossa, svanendo leggero nel buio.

mercoledì 10 marzo 2010

Sole effimero

Oggi nevica, e già si è persa l'illusione di primavera che avevo avuto pochi giorni fa:

Sono uscito in giardino
Incontro
Al sole:
guardo gli steli
uccisi da una neve
ostinata
e le foglie bruciate
da un gelo tenace
rinascere
al tepore dei raggi,
costante risveglio
ogni nuova stagione
degli stessi germogli,
ma ultimo giro
forse
della mia giostra.

Orso e toro


Giusto dieci anni fa ero a Chicago per lavoro e il Nasdaq toccò il picco dei 5000 punti: fu la massima espansione della bolla tecnologica, che poi iniziò a sgonfiarsi rapidamente fino a scoppiare rovinosamente. Avevo in portafoglio dei titoli, tra cui il famigerato Tiscali, che già una settimana dopo, al mio rientro, avevano perso parecchio, ma che per la solita imperizia dei piccoli azionisti - " nervi saldi, basta aspettare che risalgono.." - non ho venduto, nè subito nè dopo, sempre aspettando una illusoria rivincita del toro.
Beh, dopo un decennio sono ancora qui a leccarmi le ferite dell'orso, molti titoli sono diventati carta straccia e me li hanno buttati nel cestino, altri agonizzano e hanno perso fino al 90% del valore iniziale. L'economia non promette migliorie a breve e le mie perdite virtuali hanno sempre più la tendenza a diventare reali.
" Ti sta bene" "Te l'avevo detto" "Meglio un uovo oggi" ... Tutte frasi che mi sento ripetere da tempo, ma, come suol dirsi, del senno di poi son piene le fosse...

lunedì 8 marzo 2010

Pagina tre

Questi sono altri due componimenti della sestina citata in precedenza:


Eccomi, sono tornato
E non ti vedo
Dove cercarti ormai

Non so:
Forse una lettera
Di te mi farà male
Sul tavolo che un tempo
Riempivi di ricami
Di fiori e di sorrisi.
Pende dal muro
spezzata la catena
Del nostro cane,
E infesta un’erba acida
Il prato ormai sfiorito.
Giro per vuoti spazi
Di stanze abbandonate,
Punito dal silenzio
Della tua voce,
Ferito da vetri vuoti
Delle tue cornici.
Nevica la polvere
Sulle lame del sole
Che più non accende
L’onda dei tuoi capelli,
E arido è il cuscino
Un tempo sempre intriso
Delle tue lacrime.



Mi parli ti
Ascolto
Pensando al domani

Al giorno che udrai
Un’ultima risposta
Dai camici bianchi
E con l’appiglio
Delle mie mani
Saprai calarti piano
In quella nebbia
Che ti spaventa,
Lungo la china
Forse di miele sparsa
Forse di spine,
Che voglio donarti
Con dolore e con gioia.
Angelo o demone
La mia decisione
Volteggia nell’aria
Tra le sonde e le fiale
Del tuo pallore,
Come sordina
Al tuo pianto sommesso,
All’agonia dei giorni
Vissuti di speranza:
Ora è forte il segnale,
La tua voce oscillante
Una frusta al mio coraggio
Di spegnere le spie
Della tua debole corrente.

domenica 7 marzo 2010

Repulisti


Credevo di aver sviluppato gli anticorpi per essere immune dalla nostalgia, invece ad ogni immagine che vola, ad ogni pagina che scorre, ad ogni soffio di canzone me la ribecco di nuovo... E' la stessa malattia per cui si accumulano cose inutili in cantina pensando che verranno utili, ma che invece ti legano al passato e ti fanno vivere di ricordi, invece di guardare avanti e credere che la vita che resta può ancora offrirti molto, se vuoi spenderla intensamente, senza rimpianti per quello che poteva essere e non è stato, o quello che è stato bello ma non ritorna.
Sono guarito da serie malattie fisiche, chissà se prima o poi troverò l'antivirus per guarire anche da questa malattia, vuotare gli armadi e la cantina della mia mente dai ricordi inutili, comprese le tristezze e le ferite del passato, e sul mio cervello resettato cominciare a registrare solo dal presente in poi....

sabato 6 marzo 2010

Pagina due


Un incauto slancio di immodestia mi costringe a riportare subito il commento appena ricevuto dal mio tutor circa il mio ultimo parto poetico. Niente male, considerato che, come avevo detto, quei versi li ho dovuti buttar giù a freddo, con un'operazione più cerebrale che emotiva. Mi chiedo allora se finora ho sbagliato a dedicarmi più alla prosa, e cosa verrebbe fuori se mi capitasse di comporre sotto l'impulso di un sentimento o di un'emozione meno artificiale...

Ho appena letto le poesie che ha dato oggi pomeriggio. Un bravo! senza riserve. Ha tirato fuori cose squillanti e sommesse insieme, lame che feriscono e accarezzano. Ritmo denso, preciso, vibrante. Non può trattarsi di un caso, lei certamente saprà come incanalare questa bella polla d'acqua sorgiva..

A questo punto mi sento autorizzato a propinarvene subito un'altra...

Allegri di festa si
Fanno
i colori

Della tua gonna
Sollevata dal vento
Sul lungomare
Di barche addormentate.
Volano sandali
E la tua corsa allegra
Salta le siepi
Verso la mia attesa.
Dai fiocchi disciolti
Scendono capelli
Ora biondi ora bruni.
Al tramonto
Si spengono i colori
Di vesti e di cabine
Ed entra sabbia
Nelle pieghe
Delle tue mani
Arrese all’amore.
Socchiudi gli occhi
Contro un cielo già buio,
Umida la tua pelle
Sapore salato,
E cresce il tuo respiro
Alla mia spinta
Fino a confondere
Il grido
Con la brezza notturna.

venerdì 5 marzo 2010

6 - - o 7 + ?

Oggi ho presentato al mio "prof" il compitino di cui parlavo l'altro giorno, quello delle sei poesie da fare seguendo tre versetti iniziali. Bene o male le ho messe giù tutte, anche se ho dovuto concentrarmi al massimo per trovare un'ispirazione, visto che una concreta emozione attuale non l'avevo a disposizione.
Ne incollo qui una alla volta, per non creare problemi di rigetto o meteorismo agli eventuali lettori, che comunque non devono farsi scrupoli di manifestare eventuali stroncature...

Mi siedo sulla panca
Intorno
Guardo

Verso il faro distante
E il viale di platani
Senza più polvere
Sotto i tuoi passi.
Fa male il tuo ricordo
E la doccia bollente
Delle ultime parole.
Ora vortici di vento
Non più tra i tuoi capelli,
La tua sagoma
Sparita all’orizzonte
Come una traccia
Di tenue luce
Sulla rètina degli occhi.
Sibila da ore
Un turbine di pensieri
Sui fili della mente,
Ritorna la tua voce
Mentre cantavi
Arie inventate
Ad occhi chiusi,
Incomprensibile.
Aspetto
Improbabili ritorni
Di ore già vissute,
Ma restano solo
I passeri in attesa
Di briciole
Sotto il tuo posto vuoto.

giovedì 4 marzo 2010

Ricorrenze


Ieri era il 37° anniversario del mio matrimonio... Speriamo che d'ora in avanti i numeri non vadano di pari passo alla temperatura, altrimenti da una febbre leggera in pochi anni arriverei ad una febbre da cavallo, e addio traguardo delle nozze d'oro....
Scherzi a parte, 37 anni fa me ne stavo beato a prendere il sole sulle sabbie di Maspalomas o sui monti di Madera, mentre qui il tempo fa ancora schifo e il termometro viaggia attorno ai 10°..
In tutti questi anni, la mia metà è diventata spesso un quarto, un terzo, talvolta anche un quinto dell'intero, ora pero' si avvia a diventare, come il classico bastone della vecchiaia, un trequarti della coppia, e non tarderà molto a mangiarsi la torta intera... L'unione sopravvive perché siamo diversissimi...Ieri lei mi ha fatto vedere un libro di algebra che ha pubblicato insieme ad altri collaboratori, pieno di formule, per me alieno come un crittogramma... Le ho detto: Bello! Brava! ma non c'ho capito un'acca... Non c'è niente di meglio che non capirsi per durare a lungo insieme.....

mercoledì 3 marzo 2010

Il gioco della vita


Come la pallina di un flipper rimbalziamo per tanto o per poco, secondo la sorte o la mano di chi ci governa, salendo o scendendo, premiati o puniti, aggirando o trovando ostacoli, incontro a bellezze o brutture, luci sfavillanti o buie gallerie, rilanciati in alto da un amico o da un amore, alla fine caduti nel vuoto, o bloccati da un tilt, ma poi rinati di nuovo, per un'altra vita, fino alla fine del gioco.

martedì 2 marzo 2010

Pagina bianca


L'ultimo compito del mio prof di scrittura è comporre una poesia, anzi sei poesie, seguendo un incipit di tre brevi versi, molti anche di una sola parola.
Ci sto provando da giorni, ma sono più i versi che cancello di quelli che scrivo, perché non si può fare poesia a comando, ci vuole uno stato d'animo, un'ispirazione, un tema non dettato, un sentimento da esprimere, forse anche una certa età: ho scritto poesie in tempi remoti sulla spinta di emozioni particolari, ora mi manca la materia prima per dar vita a qualcosa di non artefatto e non forzato.
Non voglio fare l'artigiano dei versi che copia un disegno, semmai lo scultore che segue un estro suo, anche se poi quello che viene fuori è uno sgorbio.
Se leggo oggi dei miei versi di 50 anni fa mi vien da sorridere, per l'enfasi e la melodrammaticità di certe espressioni, tipo:
...non sarebbe un eclissi questa vita cariata,
e di mandorle pieno il mio piatto notturno...
e barattoli d'incubo sui paraurti del sonno...
...nera tenia che nutri il tuo rosario infetto
con le logore liane del mio coraggio...
...i tuoi occhi un aratro fra le pietre di cartone
della mia fortezza, la tua voce un vento
che investe la mia fragile torre di dadi....
...e i conigli bianchi del tuo volermi
passano una lingua ruvida
sulle dolci ferite di sempre...

Però non posso dire che non fosse vero, in quel momento, quello che sentivo. Ora, nella stessa situazione, mi esprimerei diversamente, ma sempre per effetto di uno " Sturm und drang" interiore.
Invece non riesco, ora, a scrivere versi a freddo che non siano solo parole messe in fila, magari belle e musicali, ma vuote dentro. Però è come il purgante: non mi piace, ma lo devo bere....
( Sono graditi suggerimenti... Il primo incipit è questo:
Allegri di festa - si fanno - i colori... )

lunedì 1 marzo 2010

Poveri ricchi


Alla Fiera del Lusso di Verona vendono per soli 280.000 euro una bara con telefono incorporato per avvisare i parenti in caso di morte apparente.
Uno che prenota una bara così non è certamente uno spiantato. Se gli dovesse capitare di fare una simile telefonata, immaginati lo scorno e le imprecazioni di quelli che credevano già di spartirsi il malloppo...
Comunque tutto è relativo: questi acquirenti che comprano borse da 80.000 euro o orologi da 120.000 sono dei poveretti in confronto al sultano del Brunei che possiede più di 3000 auto,tra cui 110 Rolls Royce,inclusa quella con i parafanghi d'oro con cui si è sposato. Il bello è che recentemente ha avuto la faccia tosta di dire ai suoi sudditi che spendono troppo...Da che pulpito !

domenica 28 febbraio 2010

Pedibus calcantibus


Oggi è stata fissata una "Domenica a piedi" nella mia regione. Sono sempre abbastanza scettico sull'utilità e l'efficacia di questi provvedimenti palliativi, in quanto il livello d'inquinamento scende appena e torna agli stessi livelli subito dopo.
Però possono almeno servire a convincere chi di solito è abituato a prendere l'auto anche per scendere a comprare il giornale, quanto sia più distensivo, rigenerante e salutare fare quattro passi a piedi. Se un'altra domenica, senza la costrizione di provvedimenti prefettizi, qualcuno spontaneamente si metterà una tuta per una sgambata, o soltanto farà un giro in centro lasciando l'auto in parcheggio, sarà già un risultato.
Se mi è concessa una nota autoreferenziale, nella mia lunga carriera di sgambettatore dilettante ho percorso a piedi migliaia di chilometri( come testimonia il mio medagliere qui sopra riprodotto), e quindi, anche se la gamba non è più quella da maratoneta, una domenica a piedi è l'ultima cosa che mi può spaventare...

sabato 27 febbraio 2010

A tutti gli amici




Questo post è dedicato anzitutto a Rita che ieri sera ci ha offerto una magnifica cena nella sua bella casa, a tutti agli amici intervenuti e a Francesco il festeggiato.
Per Rita in particolare ho scritto la pergamena allegata, da appendere nella sua bacheca virtuale. Allego anche un paio di foto della serata.
Per Francesco riporto anche qui i versi che ieri sera gli ho dedicato per il suo compleanno.

Oggi siamo qui riuniti
Di Francesco a festeggiare
Dei settanta il compimento
Ed insieme qui a brindare
Con letizia il gran momento.
Un decennio è già passato
Dal Gennaio del duemila:
Son cresciuti un po’ i malanni
Ed aumenta anche la fila
Di chi adesso è pensionato,
Con più rughe e con più affanni.
Ma il vigor non è cambiato
Nello spirto abbiam vent’anni,
Stesso gruppo stessi amici,
Senza beghe e senza inganni
Ancor salde le radici.
A Francesco settantenne
Auguriamo d’arrivare
A cent’anni ancora indenne
Ed ancor di ritrovare
Questo gruppo che gli augúri
Gli rivolga in casa Rita
Di felici anni futuri
E di sana e ricca vita.

venerdì 26 febbraio 2010

Preso nella rete


Ho letto che si sta diffondendo tra gente di tutte le età quella che viene definita net-dipendenza, cioè la tendenza a stare attaccati al PC, non solo per lavoro, costantemente collegati in rete per leggere e spedire messaggi, e la sindrome per cui si è presi da una specie di ansia e di crisi d'astinenza se non vediamo arrivare niente nella nostra casella di posta.
Ho il sospetto di essermi beccato un po' di questa febbre, perché gli altri anni, di quest'epoca, ero già affaccendato in giardino a seguire il mio calendario di lavori stagionali, pulizie, tagli, prime semine ecc., o comunque in casa, se non mi dedicavo a lavori di bricolage, per lo meno leggevo di più. Ora noto che passo gran parte delle mie giornate davanti al monitor, tenendo aperta questa finestra sul mondo, come se mantenere in vita questi fili virtuali che si creano sul web sia come attaccarsi a tanti salvagente per non sprofondare sempre più nell'oblio...
Anche quando non sono on-line e scambio opinioni con gente lontana, dimenticando magari chi mi vive vicino, comunque scrivo, e lo continuo a fare da un anno, quasi come una febbre tardiva, e poichè non si scrive per se stessi, scrivo come se dovessi lanciare non so quali messaggi attorno a me.
E' in effetti un distacco dalla realtà, una malattia della mente che ho sempre avuto più o meno dormiente, ma che ora torna ad essere preoccupantemente virulenta, e per questa credo siano inefficaci tutti gli antibiotici che ho preso ultimamente per reali malattie ed infezioni del corpo...

giovedì 25 febbraio 2010

Peccatori


Non credo nell'aldilà, però a tutti sarà venuto qualche volta di pensare, con riferimento alla Commedia dantesca, dove finirebbe la nostra anima secondo quella classificazione, se resterebbe a mezz'aria in Purgatorio, o precipiterebbe all'Inferno, o volerebbe in Paradiso.
Premesso che bisognerebbe essere convinti di avere un'anima per preoccuparsi di dove andrebbe, se proprio devo fare una considerazione credo che S.Pietro mi sbatterebbe la porta in faccia, ma non mi sento neppure così cattivo da finire in qualche bolgia infernale, al massimo dovrei stare qualche decennio in Purgatorio prima di provare a bussare di nuovo.
Infatti, sempre secondo Dante, basterebbe essere golosi, o iracondi, o avari, prodighi, ignavi, adulatori, superbi ecc. (chi non lo è almeno un po'?) per finire frustati o immersi nella merda in eterno...
Beh, ma allora, in confronto, a chi violenta donne e bambini, a chi ammazza chi è debole o diverso, o solo contrario, a chi avvelena i cibi, l'aria ed i fiumi, a chi ruba, corrompe, droga e sfrutta gli altri, cosa dovremmo fare e quale pena dovremmo inventare per sentirci, come peccatori, in un girone decisamente diverso?

mercoledì 24 febbraio 2010

Sogno di una notte di mezza estate (del '76)


A notte fonda arrivai davanti al palazzo di Giulietta. Scavalcai il muro di cinta e mi calai nel giardino, sotto il suo balcone.
Modulai il verso dell’usignolo ed ella venne subito ad affacciarsi, gettando verso di me le sue trecce disciolte. Afferrai quei capelli, ma le trecce si allungavano come elastici e non riuscivo ad alzarmi da terra.
Giulietta piangeva e le sue lacrime mi piovevano sul volto. Le dissi di saltare: se io non potevo salire, doveva gettarsi lei, ed io l’avrei afferrata fra le mie braccia.
L’amore la spinse fuori senza esitazione, ma quando fu nell’aria cominciò ad aleggiare come una foglia presa dal vento e non riuscii da afferrarla, lei volò lontano da me e poi cadde nella fontana che era in mezzo al giardino.
Corsi a raccoglierla e vidi che i suoi occhi erano chiusi come se dormisse, i suoi capelli bagnati come alghe del mare, e la sua veste leggera trasparente come un’ala di libellula.
La sua pelle candida affiorava come una luna pallida dietro un velo di nubi. Ero affascinato dalla perfezione di quel volto angelico, dal collo delicato, da quel seno acerbo che sfioravo con le dita e mi accendeva i sensi, dalle magiche pieghe di quel corpo che, come per incanto, si offriva ora al mio sguardo.
Fui preso da un impulso irresistibile di possederla, di sentirla parte di me, di penetrare fino al fondo del suo corpo e della sua anima.
La adagiai in mezzo ai fiori, ancora svenuta, e col mio stiletto tagliai la veste imbevuta d’acqua liberando le pieghe morbide della sua pelle, luccicante di piccole gocce alla luce tremula delle torce accese nel portico.
Presi a baciarla sulla bocca e sentii il sapore di un piacere mai gustato. Il suo seno, dapprima pallido e freddo, ora mi scaldava il viso e si animava lentamente sotto le mie labbra.
Come resuscitata da un sonno eterno, gli occhi socchiusi, una fiamma accesa sul volto, il respiro era l’eco del suo cuore in tumulto. Sembrava stesse sognando, e come in delirio sussurrava il mio nome.
Le baciai la pelle delicata del ventre, carezzando il velluto bruno della sua purezza, ed ella si aprì come un fiore al sole del mattino, accogliendo nel suo grembo tutta la forza e lo spasimo del mio desiderio.
Gettò un lamento, quando la presi, e sulla sua gioia di donarsi vidi passare un’ombra di dolore, ma ormai la mia era una corsa senza freni, oltre la soglia della ragione, come un fiume che travolge tutto e brama solo di perdersi nel grande mare.
Così, lentamente, trascinata dal mio impeto, il suo dolore ormai confuso col piacere, la sentii annientare ogni difesa ed abbandonare tutto il suo essere in quel possesso, e il suo corpo vibrare all’unisono col mio, la nostra frenesia ingigantire tumultuosamente verso l’acme finale.
Toccammo insieme, al vertice della spirale di tensione, i vertici del piacere, e fu come una scarica folgorante che trapassò Giulietta in quell’attimo, e il suo grido risuonò nel mio inconscio come un segnale d’addio, e mi sentii strappare da quel sogno inebriante.

martedì 23 febbraio 2010

Consumismo


Cerco di non annoiarmi mai: se ho finito un lavoro fisico, o uno creativo, o di leggere o di scrivere, ne attacco subito un altro, perché ho notato che se si lascia una sosta, uno spazio tra un'attività e un'altra, subentra lo stimolo compulsivo dello shopping, un'inquietudine che ti spinge ad uscire e colmare la tua insoddisfazione interiore con qualche acquisto superfluo. E' come la dipendenza dal fumo, se smetti di agire, subentra la noia e tiri fuori la sigaretta...
La frase rivelatrice di questo stato è " Beh, vado a farmi un giro..." E' una frase che ti costa cara, se non altro due o tre ore stancanti che ti aumentano solo la nevrosi, quando torni a mani vuote, ma che ti svuotano il portafoglio, se torni a casa con un DVD ( un altro!), un monitor intelligente (a far che?) o una TV di ultima generazione (e la tua?), che certo non ti rendono certo più felice, ma senz'altro più povero...

domenica 21 febbraio 2010

Madera


Guardando oggi le tremende immagini dell'isola di Madera sconvolta da un nubifragio, le vie della capitale Funchal devastata dalle acque limacciose, il cielo livido di tempesta, mi torna inevitabilmente il ricordo della incantevole isola che era stata, nel lontano '73, una delle tappe del mio viaggio di nozze.
Erano i primi di Marzo ma là era già primavera inoltrata, facevo il bagno nella piscina all'aperto e il sole era caldo, e dappertutto c'erano palme e fiori, soprattutto strelitzie e orchidee, la vallata era verdissima, attraversata da un piccolo fiume, che ora avrà sommerso e rovinato quel bel paesaggio.
Ma si sa, la natura risorge sempre dai suoi disastri, e presto Madera tornerà come me la ricordo io...

sabato 20 febbraio 2010


Ieri sera a S.Remo una nuova bordata di fischi ha accolto l'ingresso in finale della canzone del principe Emanuele Filiberto. Se fossi stato là, mi sarei unito a quei fischi, non tanto per valutazioni musicali (anche se è indecente che questa canzone passi a discapito, ad esempio, di Ruggeri..), ma perché, come a tanti, suona stonato e patetico l'inneggiare all'Italia con tale retorica ed enfasi.
Io amo l'Italia come l'ha creata la natura, non amo quella inquinata dagli uomini, amo l'Italia delle opere d'arte, dei monumenti, dei centri storici, non quella rovinata dal degrado e dal cemento delle periferie e degli abusi, amo l'Italia dei poeti, degli artisti, degli inventori, non quella dei falsari, dei delinquenti e dei sopraffattori, amo l'Italia degli eroi e non dei ladri, dei combattenti che sono morti per farla vincere, non quella dei dittatori e dei re che l'hanno fatta perdere, amo l'Italia dei campioni dello sport, non quella dei campioni che si drogano e che la discreditano, o quelli che cantano l'inno a denti stretti e poi se ne vanno subito all'estero per un ingaggio migliore( vedi proprio Cannavaro che ieri sera è stato anche inserito nel testo della canzone ), amo l'Italia dei grandi cantautori e della poesia delle loro canzoni, non quella dei canzonettari e dei nazionalpopolari che si battono il petto per la mamma o per la patria solo per prendere voti.
Insomma, per concludere, mi piace l'Italia dei tanti italiani che lavorano per farla crescere e non quella di chi non permette ai giovani di lavorare per farlo, non amo l'Italia di quelli che sfruttano il lavoro degli altri, non quella dei politici che si fanno corrompere o che invece di combattere la mafia, se ne fanno complici.

venerdì 19 febbraio 2010

Domani

Stasera voglio dedicare una canzone ad un'amica che oggi è un po' giù, forse per la pioggia, ma che invece deve pensare al domani, quando tornerà il sole ed avrà dimenticato tutto..

giovedì 18 febbraio 2010

Escamotage

Obama, per non irritare i cinesi, non ha ricevuto il Dalai Lama nello Studio Ovale, ma nella Map Room, e senza riprese fotografiche. E' come se mi portassi una donna in casa e mi giustificassi dicendo che non ho consumato in camera da letto, ma sul divano del salotto...

mercoledì 17 febbraio 2010

Il falco e la colomba


Arrivò una colomba sul davanzale. Maria aprì la finestra e lesse il biglietto attaccato alla zampetta:

Leggeri leggeri
alitano i miei pensieri
come le foglie al vento,
e corrono parole
sui fili pensili,
come rondini in volo
sul tuo giardino
al culmine del monte.
Vorrei raccogliere
i tuoi fiori e i tuoi frutti,
mordere le ciliegie del tuo viso
e suggere le fragole
delle tue labbra,
mentre dormiente
socchiudi i petali
della tua conchiglia
iridescente.


Non c'era firma, così Maria poteva sognare che il messaggio fosse di un suo sconosciuto innamorato, e non sapeva che un vecchio falconiere faceva volare ogni giorno una colomba dalla sua gabbia per mandare le sue poesie alla finestra di qualche ignota fanciulla. Ma un giorno la colomba di Maria tornò indietro con la risposta, e il vecchio allora liberò il falco per ucciderla.

martedì 16 febbraio 2010

Ricette


Che alla prova del cuoco Bigazzi confessi che ai suoi tempi mangiava gatti ci può anche stare, ma che poi se ne compiaccia e si dilunghi a descrivere come si preparava la ricetta del felino è una cosa irritante, ed ha fatto bene la Rai a sospenderlo dal programma.
Lo so che noi mangiamo tanti animali e in teoria non dovremmo scandalizzarci se anche i gatti e i cani finiscono sulle nostre tavole, ma queste due razze domestiche sono tradizionalmente i nostri amici più cari, quelli a cui tutti sono affezionati e qualsiasi crudeltà nei loro confronti tocca immediatamente la nostra sensibilità.
Mangio carne ed è vero che, per l'economia e la tutela del pianeta, se ne potrebbe mangiare di meno, però il solo pensiero che qualcuno possa mettermi nel piatto la mia Pepita, o il mio Nibel, mi fa diventare immediatamente vegetariano...

lunedì 15 febbraio 2010

Silenzio assordante


Non sempre, ma frequentemente, in casa mia si parla poco, lo stretto indispensabile, a volte non si parla affatto, alle domande segue spesso silenzio, e bisogna interpretare le espressioni per indovinare una qualche risposta o capire se avevi per caso fatto una domanda scema.
Perfino gli animali non si sforzano più di tanto a far versi: il cane non abbaia, ma se vuole uscire o entrare dà una zampata alla porta, se gli è finito un gioco sotto un mobile al massimo emette un leggero guaito. Il gatto non miagola, quando ha fame comincia a correre avanti e indietro finché non lo segui in cucina, se vuole uscire si aggrappa alle poltrone finché non ti alzi ad aprirgli.
Siamo così abituati al silenzio, che se suona il campanello o il telefono uomini e animali saltano in aria come se fosse un allarme antiaereo. L’unica eccezione è mia moglie, che ha una voce squillante e se non riceve risposta la alza ancora di più pensando di avere a fare con dei sordi.
Se le parole fossero soldi, abbiamo risparmiato tanto che ora saremmo tutti milionari.

domenica 14 febbraio 2010

Carnevale


In questi giorni di Carnevale guardo sempre affascinato le acconciature e i bellissimi vestiti delle maschere fotografate a Venezia, che ricreano le magiche atmosfere e i misteri dei lussuosi balli in maschera dei secoli passati.
Mi torna alla mente un mio indimenticabile ballo in costume, al circolo della Stampa a Milano, 40 anni fa. Io ero vestito da Enrico VIII e la mia dama da Anna Bolena e formavamo proprio una bella coppia.
Ora, dopo tanti anni, quando vedo il Carnevale mi viene nostalgia di mettermi ancora in costume come quella volta, specie con quelle belle maschere sul volto che si vedono nelle foto, perché nascondono tutto, perfino il sesso, e in questo modo non ci sarebbe più età a far differenza. In maschera si parte alla pari, e resta solo la voce l’unico strumento per distinguersi e per misurarsi con gli altri.
Ma sarebbe una illusione effimera, perché prima o poi la maschera bisogna toglierla...

venerdì 12 febbraio 2010

Martina


Sto seguendo delle lezioni di scrittura creativa, più che altro per correggere i miei difetti più vistosi ( ad es. la prolissità..) e il mio tutor mi dà degli spunti sui quali io poi costruisco un breve racconto. Finora le ministorie che ho messo insieme sono tutte inventate, ma l'ultimo incipit mi ha fatto subito tornare in mente, come ambientazione, una vicenda personale di quand'ero ragazzo che non ho mai dimenticato, per cui mi è venuto naturale raccontare quei posti e quei giorni.
Man mano che proseguivo scrivendo, mi sono tornati così vivi quei momenti realmente vissuti, che mi sono spesso commosso e, specie verso la fine, la situazione mi ha strappato anche una lacrima.
Non ho ancora sottoposto il racconto al mio recensore, ma spero che le correzioni ed i tagli non siano troppo rigorosi, per non sciupare troppo il mio ricordo...

giovedì 11 febbraio 2010

Just relax..

Questa suonata me l'ha mandata oggi un amico su F/B. Mi è così piaciuta che me la sono copiata qui sul blog, così me la risento per distendermi ogni volta che sono nervoso o inquieto. Gli ho risposto che mi piacerebbe, sulla mia tomba, mettere un pulsante che ogni visitatore possa premere per ascoltare una musica rasserenante e ultraterrena come questa. Gliel'ho detto per scherzo, ma potrebbe essere un'idea da sfruttare commercialmente, se qualcuno non l'ha già avuta...

mercoledì 10 febbraio 2010

Polvere siamo...


Oggi stavo per scrivere il mio solito pensierino, non dico profondo, ma almeno non banale, su questo blog. Poi ho letto un articolo che parla della fisica delle astroparticelle e dello studio dell'antimateria nei raggi cosmici, e mi sono sentito anch'io una particella infinitesimale, così insignificante e così infinitamente limitata che non vale la pena di spremersi le meningi per capire qualcosa di cosa siamo, dove siamo e perchè siamo capitati in quest'angolo sperdutissimo di mondo.
Già c'eravamo resi conto di non essere al centro dell'universo, poi avevamo scoperto che neppure il nostro sole è al centro della galassia, poi che neanche la nostra galassia è unica, anzi nell'universo ce n'è una miliardata. Ora pare che la materia che finora ci è nota e di cui siamo fatti sia solo una briciola di tutta l'antimateria di cui è composto l'universo ignoto, un piccolo scarto sputato fuori dal Big Bang iniziale.
Insomma siamo una cacchetta d'uccello caduta dal cielo, roba da far annichilire anche la prosopopea dei più presuntuosi e vanagloriosi di questa terra, figurarsi me...
Spero che domani questo senso di nullità e di inutilità si attenui al punto da farmi dire "Ma chissenefrega, mi mangio un bel piatto di tagliatelle, mi bevo un bicchierozzo di vino e magari mi concedo un materialissimo piacere carnale, alla faccia dell'antimateria e delle antistelle!!"

martedì 9 febbraio 2010

Vendetta


Ho letto parecchi libri di Wilbur Smith, perché trovo avvincenti le sue storie e i suoi personaggi e la descrizione così affascinante dell’Africa, con i suoi paesaggi selvaggi e i suoi animali. Però mi disturbano assai i cacciatori di elefanti e di leoni, che uccidono non per fame, ma per far vedere quanto sono bravi a sparare, per portarsi a casa delle zanne o delle pelli che poi, con dubbio gusto, mettono in salotto o attaccano alle pareti.
Meriterebbero che le loro mogli trovassero un diversivo come quello di questo mio fotomontaggio, dove si realizza contemporaneamente un tradimento umano e una vendetta leonina….

lunedì 8 febbraio 2010

Memoria

Cosa mi è mancato, nella vita, per poter scrivere, suonare, o solo dedicare a qualcuno, una canzone come questa? Il sentimento, l’abilità, l’occasione, il coraggio, la persona giusta? O semplicemente mi manca, ora, la memoria per ricordare quante volte invece l’ho fatto?

domenica 7 febbraio 2010

Zoom



Mi è stato fatto notare che i versetti accanto alle foto sottostanti sono quasi illeggibili. Perciò ne allego due ingrandimenti qui sopra.

Da un hertz ai gigahertz



Sono stato, anni fa, tra i primi ad appassionarsi alla computergrafica, con gli antidiluviani computerini di allora, e ho riempito di immagini centinaia di dischetti che ora giacciono da qualche parte in cantina. A quel tempo partecipai un paio di volte al BIT, il festival internazionale della Computer Art. Ho ripescato un catalogo dove sono pubblicati due miei lavori, di cui allego qui sopra le foto, più che altro per evidenziare quale abisso di prestazioni ci sia tra le apparecchiature di allora e le potenti stazioni grafiche attuali.
Si può infatti notare, nella descrizione tecnica accanto alle foto, come a quel tempo(siamo nel 1994), il mio Amiga 4000, che pure all'epoca era considerato al top per creare e sviluppare immagini tridimensionali, abbia impiegato tra le 21 e le 23 ore, praticamente una giornata, per il rendering delle due scene. Oggigiorno le stesse immagini si realizzano in pochi minuti, o addirittura in pochi secondi con le potenti macchine che usa il cinema per i suoi personaggi digitali.
E' stata maggiormente questa la ragione per cui, a malincuore, abbandonai questo hobby, in quanto a livello amatoriale non ero più in grado di star dietro, soprattutto economicamente, alla continua e rapida evoluzione tecnologica.

(Il tema, come anche sottolineano i versetti con i quali ho commentato le due immagini, è quello della sopraffazione: se non stai attento, c'è sempre qualcuno pronto a fregarti...)

sabato 6 febbraio 2010

Vade retro gay


La chiesa non perde occasione per ribadire le sue radicali ed estemporanee posizioni. L'ex vescovo di Pistoia Simone Scatizzi sentenzia:
«l'omosessualità in quanto tale è un disordine. Il principio generale è che la conclamata, ostentata e praticata omosessualità è un peccato che esclude dalla Comunione»
Ecco dunque, dopo i divorziati, un'altra folta categoria di possibili aspiranti alla Comunione (ammesso che dopo queste dichiarazioni si sentano ancora "fedeli"...) esclusa da questo sacramento. Chissà perchè invece tanti altri veri e grandi peccatori possono comunicarsi semplicemente confessandosi...
Come ha fatto per altre ingiustizie e peccati del passato, la Chiesa dovrebbe pentirsi e chiedere scusa per questi errori, o meglio orrori, di questi giorni...

venerdì 5 febbraio 2010

Siamo sotto tiro


Non ci sono ormai solo telecamere dappertutto a spiare i nostri spostamenti e le nostre mosse. L'ultima volta che avevo guardato su Google Earth la zona dove abito, la definizione era molto limitata, e avvicinandosi al suolo le immagini sfocavano decisamente. Ora, nella versione aggiornata, mi sono meravigliato di vedere come le immagini siano diventate molto più nitide.
Ad esempio, nella foto che allego della mia casa, si vedono dettagli abbastanza precisi dell'edificio e del giardino, per cui viene da chiedersi se già ora, ma ancor più andando avanti, non si arrivi a violare la privacy degli abitanti. Se infatti alla prossima ripresa del satellite la definizione sarà ancor più perfezionata, e quindi si potrà zoomare ulteriormente, potrei essere ripreso mentre prendo il sole in costume adamitico, o peggio a far pipì contro una pianta, finendo immortalato perennemente sul web e cliccato su You Tube.
La cosa,credo, non mi farebbe molto piacere, ma mi consolo pensando che tanti altri potrebbero essere beccati a compiere atti molto meno innocenti...

giovedì 4 febbraio 2010

Danni e riparazioni


La nostra casa è stata costruita lo stesso anno in cui io sono nato: abbiamo la stessa età, e stiamo invecchiando insieme. Quando la facciata si scrosta un po', anche a me viene un'altra ruga, se cade una tegola, perdo anch'io un altro capello, se si rompe una tapparella, anch'io perdo una diottria, se si gela una tubazione, a me viene il raffreddore, se perde un rubinetto, a me gocciola il naso, se si blocca la caldaia, mi becco una polmonite, se manca la corrente o la pressione del gas, anch'io vado in blocco o rischio una depressione.
Insomma per ora viaggiamo all'unisono, e con qualche riparazione andiamo avanti entrambi: l'unica differenza è che, andando avanti, alla casa basterà cambiare o rifare dei pezzi e tornerà come nuova, mentre io un giorno non sarò più rappezzabile, si fermerà definitivamente la pompa o il generatore, e sarò da portare alla discarica...

Knesset

Ho spesso criticato Berlusconi per quello che dice e per come si comporta, però il discorso che ha fatto ieri ai parlamentari di Israele mi è piaciuto molto, e lo condivido in pieno.

mercoledì 3 febbraio 2010

Sogni canini


Incline, come tanti, ad umanizzare troppo i nostri animali domestici, ho ceduto al desiderio di cercare una "sposa" o più prosaicamente un accoppiamento per il mio cane.
Certi suoi sogni agitati, con movimenti pelvici chiaramente significativi mentre dorme, e i frequenti "arrapamenti" manifestati da sveglio, mi avevano fatto dedurre che non gli dispiacerebbe, dopo sei anni e passa di astinenza, anzi di verginità, di provare, almeno una volta, il piacere del sesso.
Così ho contattato via mail un esperto della razza labrador perchè mi desse suggerimenti e indirizzi di eventuali proprietari o allevatori della mia zona. Non l'avessi mai fatto! Mi ha aspramente fustigato per aver trasferito al mio cane le mie umane voglie di fornicazione, e di aver ipotizzato che un cane abbia bisogno di accoppiarsi, mentre se lo fa, ma chi l'ha detto che lo debba fare, lo fa solo per un istinto di dominanza e certo non per piacere...
In ogni caso -ha proseguito- se invece la mia richiesta derivasse da una mia deprecabile finalità di far denaro vendendo futuri cuccioli del mio cane, dovrei essere in possesso, oltre che di un pedigree ineccepibile, di non so quanti certificati sanitari di idoneità e perfetta salute, e del preventivo beneplacito con esame di comportamento da parte di un allevatore raccomandato dall'ENCI.
Frenando l'impulso di rispondere a tono al cafone che mi ha maltrattato, ho comunque messo temporaneamente da parte la mia ricerca, però sarei curioso di sapere cosa ne pensa il mio cane di queste teorie, perchè quando l'ho guardato e gli ho detto: "Mi dispiace Nibel, ma per ora non si scopa.." lui invece mi è parso proprio deluso, perchè una sveltina l'avrebbe invece fatta volentieri..

martedì 2 febbraio 2010

Altri due stereogrammi



Stavolta ci sono riuscito, a forza di fissare questi due disegni fino a farmi venire il mal di testa, ma alla fine sono saltate fuori le due belle scene. Vediamo se anche qualche visitatore riesce a vederle e a dirmi nei commenti che cosa rappresentano....

lunedì 1 febbraio 2010

L'erbivendola


Nel centro commerciale vicino a casa hanno aperto un negozio di erboristeria. Ci sono entrato non so se attratto dalle variopinte scatole e bottigliette piuttosto che dalla appariscente commessa, fatto sta che quest'ultima mi ha attaccato un vischioso bottone magnificandomi le magiche virtù taumaturgiche di vari estratti, gocce ed unguenti, ottenuti con semi e piante dai nomi suggestivi, tipo artemisia o grindelia. Per nulla convinto, forse a torto, dell'efficacia di tali rimedi naturali, ho cercato di sganciarmi dal pur seducente approccio con una battuta: " C'è un miscuglio di tutte queste erbette che possa togliermi di colpo vent'anni, se non dal passaporto, almeno dalle spalle?" Lei, senza arrendersi, sorridendo ha replicato: "Vent'anni no, ma le garantisco che se fa un bagno con quest'olio a base di...- e giù il nome latino di una pianta che non ricordo- senz'altro un paio di meno se li sentirà addosso... Oppure c'è questo sciroppo contro i radicali liberi che le blocca l'invecchiamento.." Nonostante l'appeal esercitato dalla suadente venditrice, l'ho salutata commentando : " Grazie, ma l'invecchiamento lo vorrei proprio eliminare, non solo bloccare, e due anni soltanto non mi bastano, ho bisogno di un prodotto che faccia arretrare il mio orologio biologico e mi faccia diventare un avatar immutabile, lei ce l'ha ?" "Purtroppo no" ha concluso lei "ma l'età non conta, quel che conta e di sentirsi giovani dentro.." " Già - ho detto congedandomi- ma è il vestito fuori che non mi va più bene.."