sabato 30 marzo 2013

Tempeste

Tra noi scuriva il cielo
e ammassavano nembi
come nere matasse,
poi un brontolio di tuoni
e bagliori di lampi,
guizzavano saette
pungenti come strali
e scariche stridenti
di fulmini infuocati.
Ti versavo una pioggia
sottile e penetrante
e un vento di sospetto
gelido e frustrante,
poi rovesci violenti
di accuse sferzanti.
Tu reagivi soffiando
come serpe pestata
e un tormento di neve
le tue fredde parole,
una bora impetuosa
che spazzava il mio viso,
e ferivano i grani
di grandine scagliata
dal tuo arco di rabbia.
Alla fine un groviglio
di vincoli spezzati
come rami in tempesta,
due vite come poli
opposti e congelati,
crepacci e seracchi
rigidi e taglienti
come aghi ghiacciati,
e restava il silenzio
sotto un manto di neve.

(pieffe 30.3.13)

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