martedì 21 dicembre 2010

La rosa e le labbra



C’era una rosa rossa, appena sbocciata e consapevole del suo fascino. Non voleva sfiorire prima che il suo profumo fosse inalato e inebriasse qualche umana bellezza. Allora si lasciò suggere da una farfalla e le impregnò le ali col suo profumo. La farfalla volò sulle case cercando un altro bel fiore e vide una fanciulla seduta sulla scaletta del carrozzone di un saltimbanco, mentre rammendava la veste con cui ogni giorno ballava sulle piazze dei mercati. La farfalla batté le ali sui suoi biondi capelli il profumo scese come un velo invisibile a inebriare le nari della fanciulla, che sentì il desiderio di cercare la rosa da cui veniva quel buon profumo.
Così fece odorare le trecce alla sua cagnetta Ruby e le disse di seguire le tracce di quell’essenza sparse nell’aria. Il cane si diresse verso la reggia del re, la ragazza arrivò al cancello e chiese di entrare, ma le guardie le dissero che era impossibile. Lei però si mise ad aspettare, finché vide il re uscire dal suo palazzo per andare a caccia, seguito dai suoi fedeli scudieri.
Quando il cancello si aprì e uscì il re a cavallo col suo seguito e i suoi cani, la bastardina Ruby si mescolò abbaiando alla muta dei bracchi e la fanciulla corse in mezzo al corteo per recuperarla. Il re la vide e le chiese chi fosse e cosa facesse davanti alla sua reggia. Lei rispose che era una ballerina e che cercava una rosa del suo giardino, una rosa forse fatata, perché aveva sognato che odorandola poteva trasformarsi in una principessa. Il re si mise a ridere, ma incuriosito e anche attratto dalla bellezza della fanciulla, disse alle sue guardie di farla passare per andare nel suo giardino.
Lei entrò e seguendo il suo cane riuscì presto a trovare la rosa rossa, ma non la colse per paura di essere sgridata. Ne strappò solo qualche petalo, e lo portò alle labbra per tingerle di rosso e impregnarle col suo profumo.
Quando tornò al cancello per uscire, le guardie la trattennero per ordine del re, e nonostante le sue proteste la scortarono con la sua cagnetta nel palazzo e le dissero di prepararsi per intrattenere il re quando fosse tornato. Lei sapeva solo danzare e aspettò il re nelle sue stanze per fare un bel ballo insieme alla sua Ruby.
Quando il re tornò dalla caccia, aveva con sé altre ballerine per riempire tutte le sue stanze, poi vide la fanciulla e si ricordò del suo sogno. Allora le disse di ballare e poi le chiese se aveva trovato la rosa e se l’aveva odorata. Lei rispose che ne aveva il profumo sulle labbra. Allora il re le disse di venire a baciare il re, così sarebbe diventata una principessa. La fanciulla ubbidì e andò a baciare il re, ma lui voleva molto più di un bacio e le strappò la veste gettandola a terra e facendole violenza. A questo punto la cagnetta Ruby saltò addosso al re e gli morse violentemente l’inguine. Il re arrabbiatissimo chiamò un suo fedele scudiero e gli disse di cacciar via la fanciulla e chiamare l’accalappiacani per portar via quella bastarda di Ruby.
La fanciulla tornò al suo carrozzone e piangendo narrò la sua disavventura al saltimbanco, che minacciò il re di andare dai magistrati a raccontare tutto. Allora il re, per farsi perdonare e non avere grane, mandò una delle sue favorite al canile per far liberare Ruby, che tornò dalla sua padroncina, ancora in lacrime per la perdita del cane e della virtù.
Il re, per non farla più piangere, le mandò una collana di smeraldi e anche un collarino di rubini per Ruby. Così la fanciulla smise di piangere, perché …” sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re…”

2 commenti:

margherita ha detto...

alludi,forse?

paolo ha detto...

Ma che dici mai ! ...