lunedì 8 marzo 2010

Pagina tre

Questi sono altri due componimenti della sestina citata in precedenza:


Eccomi, sono tornato
E non ti vedo
Dove cercarti ormai

Non so:
Forse una lettera
Di te mi farà male
Sul tavolo che un tempo
Riempivi di ricami
Di fiori e di sorrisi.
Pende dal muro
spezzata la catena
Del nostro cane,
E infesta un’erba acida
Il prato ormai sfiorito.
Giro per vuoti spazi
Di stanze abbandonate,
Punito dal silenzio
Della tua voce,
Ferito da vetri vuoti
Delle tue cornici.
Nevica la polvere
Sulle lame del sole
Che più non accende
L’onda dei tuoi capelli,
E arido è il cuscino
Un tempo sempre intriso
Delle tue lacrime.



Mi parli ti
Ascolto
Pensando al domani

Al giorno che udrai
Un’ultima risposta
Dai camici bianchi
E con l’appiglio
Delle mie mani
Saprai calarti piano
In quella nebbia
Che ti spaventa,
Lungo la china
Forse di miele sparsa
Forse di spine,
Che voglio donarti
Con dolore e con gioia.
Angelo o demone
La mia decisione
Volteggia nell’aria
Tra le sonde e le fiale
Del tuo pallore,
Come sordina
Al tuo pianto sommesso,
All’agonia dei giorni
Vissuti di speranza:
Ora è forte il segnale,
La tua voce oscillante
Una frusta al mio coraggio
Di spegnere le spie
Della tua debole corrente.

5 commenti:

arlette ha detto...

Bravo, sono tutte belle, molto tristi...Bè, a me piacciono le creazioni drammatiche..

paolo ha detto...

Purtroppo il mio sguardo è sempre rivolto alla melanconia dei tramonti piuttosto che all'allegria delle albe, ma ai fini creativi non è detto che sia uno svantaggio....

Anonimo ha detto...

La mia preferita è la prima!
TERESA.

paolo ha detto...

Ciao Teresa, benvenuta nel mio blog, anche se essere letto non è lo stesso che essere a letto... (le solite battute cretine..)

Anonimo ha detto...

Devo rispondere? Giro i tacchi.
Teresa