giovedì 26 agosto 2010

Mio padre


Il mio libro non mi ispirato solo ricordi di invaghimenti e romanzetti con le coetanee fanciulle dell'epoca. Quello che segue è un ricordo molto più triste, che credo abbia lasciato un segno indelebile nella mia vita.

Ho solo dei frammenti
nel libro dei ricordi
lasciati da mio padre
per farmi ricomporre
preciso un suo ritratto.
Ho solo qualche oggetto,
un libro, un orologio,
due o tre fotografie,
io piccolo che tengo
per mano mamma e lui,
il gruppo con gli amici,
le nozze e niente più.
Ricordo il ‘vola vola’
facendo capriole
e stando cavalcioni
in cima alle sue spalle,
ricordo passeggiate
al fiume e sui bastioni
seduto sulla canna
della sua bicicletta,
ricordo i palloncini,
le bolle di sapone,
i dolci ed i fischietti
comprati nelle fiere,
e le vacanze al mare,
il giro sul pattino,
le piste ed i castelli
che lui mi costruiva.
Ricordo soprattutto
quel giorno sul suo treno:
“Attento, mi diceva,
tu non toccare niente”,
ed io che lo guardavo
guidare quel siluro,
le spie e le lancette
di tutti gli strumenti,
e gli alberi e le case
sfrecciare tutti intorno.
Ricordo poi alla fine
com’ero emozionato:
mi disse di tirare
la leva sul soffitto,
e il treno che fischiava
seguendo il mio comando.
Ricordo poi quel giorno
il nonno che gridava
la mamma che piangeva,
e tanta gente in chiesa,
la bara ancora aperta,
mio padre e gli occhi chiusi
cerchiati di viola,
le fasce intorno al capo,
la mamma che mi disse:
saluta il tuo papà.
Son questi i miei ricordi
che serbo di mio padre,
partito troppo presto
su quell’alato treno
senza mostrarmi bene
gli scambi e le rotaie
da prender nella vita.

1 commento:

margherita ha detto...

Toccante il ricordo di tuo padre,le rotaie giuste? Probabilmente non te le avrebbe indicate neanche lui.