giovedì 6 gennaio 2011

La Befana ed il trenino


C’era una Befana che era stanca di andare in giro a cavallo di una scopa, senza neppure un parabrezza che la difendesse dall’aria fredda di Gennaio e un cestino dove tenere il sacco dei doni che le pesavano sempre più sulle spalle. E poi quel mezzo era troppo lento, spesso arrivava sui camini di molte case in ritardo, e i bambini restavano delusi ad attendere con le loro calze vuote.
Avrebbe voluto andare più veloce di tutti i mezzi terreni, e fare il giro del mondo in un solo giorno. Una notte sognò addirittura un veicolo extraterrestre, un razzo dove potesse entrare vestita con una tuta da astronauta anziché con i suoi vecchi stracci, e salire con quel mezzo fino in cielo, per portare i regali anche ai bambini che erano già andati in paradiso senza averla mai potuta aspettare.
Così il 6 Gennaio buttò la sua scopa ormai spelacchiata e scese in una strada dove dei ragazzi stavano sparando alcuni petardi avanzati dall’ultimo dell’anno, e chiese loro dove li avessero comprati. Loro le dissero che al botteghino delle montagne russe del Luna Park c’era un uomo che li aveva portati in un magazzino abusivo, dove venivano fabbricati e venduti illegalmente i petardi e i botti più fragorosi e pericolosi di tutto il paese.
La Befana andò al Luna Park, si fece portare dall’uomo al deposito, poi lo addormentò con un vino drogato e portò via con un carretto tutti i fuochi e i botti più potenti nascosti in quel magazzino.
Tornò al Luna Park, sganciò il trenino delle montagne russe e riempì l’ultimo carrello con tutti quei fuochi d’artificio. Poi andò al baracchino del tiro a segno, comprò tutti i balocchi, le bambole e gli orsacchiotti che c’erano e riempì gli altri carrelli con tutti quei doni.
Infine accese le micce, si mise alla guida del primo vagoncino e il trenino partì come un razzo, lasciando una scia luminosa nel cielo, brillante come la cometa che il giorno di Natale era arrivata sul presepe di ogni bimbo.
Così la Befana riuscì a fare il giro di tutte le case in un sol giorno, lasciando cadere nei camini i doni per riempire le calze dei bambini, compresi quelli un po’discoli , mentre il carbone lo riservò solo ad alcuni grandi, che non erano affatto buoni, e che di carbone ne avrebbero meritato un vagone.

2 commenti:

margherita ha detto...

Caarina veramente,la prossima settimana la collaudo con la Sofia.Perchè non cambi la foto qui accanto con qull'aria allucinata?

Anonimo ha detto...

Grazie Paolo.

Una befana aggiornata ai ns. tempi, tecnologica, scrupolosa, generosa, giusta ed anche un po' diabolica.

I v a n o