mercoledì 2 settembre 2009

Favoletta inventata tra un prelievo e l'altro..

Il globulo era stufo di quella circolazione caotica: cinque milioni di consimili frettolosi, divieti di sosta, capillari intasati, ristagni, tamponamenti emostatici.
Il traffico non accennava a diminuire, e lui sentì di essere prossimo alla nevrosi. Così una notte aprì le valvole della grande diga e milioni di rossi bolidi, veloci come microscopiche Ferrari, si precipitarono fuori, incontro alla morte.
Restò solo per le vene deserte, a correre felice, all'impazzata, avanti ed indietro, contromano e tagliando le curve, finchè la grande impalcatura, senza sostegno, gli crollò addosso, finchè la clessidra si frantumò sopra l'ultimo granello.
Restava una sola goccia di linfa, in quelle vene disseccate, e il globulo fu lesto ad entrarvi. La goccia uscì, trasparente come una lacrima, cadendo in un fiume.
Un pesce rosso boccheggiò inghiottendo il globulo, che si ritrovò nello stomaco del ciprinide, circondato dalla danza frenetica dei globuli che irroravano le diafane e purpuree pareti di quella prigione. Pensò di essere stato catturato dai fantasmi inferociti dei globuli morti per colpa sua e si sentì perduto. Impazzito per il terrore decise di finirla e si gettò nella milza.

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